Preabilitazione nutrizionale nei pazienti con tumore della testa e del collo
I pazienti affetti da tumore della testa e del collo presentano spesso un elevato rischio di malnutrizione a causa della […]
Nei pazienti con carcinoma squamoso della testa e del collo, HNSCC, sottoposti a immunochemioterapia neoadiuvante, un programma personalizzato di esercizio respiratorio e aerobico può ridurre la fatigue e migliorare la qualità del sonno rispetto alla sola assistenza standard. Lo indicano i risultati di un trial randomizzato di fase II, in aperto e monocentrico, pubblicato su Oral Oncology.
Lo studio ha arruolato 114 pazienti con HNSCC, randomizzati a un gruppo esercizio oppure a un gruppo di controllo trattato con assistenza di routine. L’intervento prevedeva un programma individualizzato di esercizio fisico, con componenti respiratorie e aerobiche, integrato durante il percorso di immunochemioterapia neoadiuvante.
Gli outcome sono stati valutati al basale, dopo 2 cicli e dopo 3 cicli di terapia. La fatigue è stata misurata con il Brief Fatigue Inventory-Chinese version, BFI-C; la qualità di vita con EORTC QLQ-C30 e QLQ-H&N35; e la qualità del sonno con il Pittsburgh Sleep Quality Index, PSQI.
I pazienti assegnati al programma di esercizio hanno riportato punteggi di fatigue significativamente inferiori rispetto ai controlli, con differenze statisticamente significative durante il trattamento. Anche la qualità del sonno ha mostrato un andamento favorevole: nel gruppo esercizio il punteggio PSQI è migliorato, mentre nel gruppo di controllo è peggiorato.
L’intervento è risultato associato anche a migliori esiti in alcuni domini della qualità di vita, in particolare funzionamento fisico, fatigue e insonnia. Questi dati suggeriscono che l’attività fisica strutturata possa contribuire a contenere alcuni sintomi rilevanti durante una fase terapeutica intensiva come l’immunochemioterapia neoadiuvante.
Il risultato è clinicamente interessante perché fatigue e disturbi del sonno sono frequenti nei pazienti con tumori testa-collo e possono compromettere tollerabilità del trattamento, funzionamento quotidiano e qualità di vita. Un programma di esercizio personalizzato potrebbe quindi rappresentare una componente utile delle cure di supporto.
La conclusione deve però restare prudente. Lo studio è di fase II, monocentrico e in aperto; inoltre valuta principalmente outcome riferiti dai pazienti. Non consente quindi di stabilire in modo definitivo l’impatto dell’esercizio su aderenza ai trattamenti, tossicità, risposta oncologica o sopravvivenza.
Nel complesso, i dati indicano che l’esercizio respiratorio e aerobico è fattibile e potenzialmente efficace nel ridurre la fatigue e migliorare il sonno nei pazienti con HNSCC durante immunochemioterapia neoadiuvante. Prima di una diffusione su larga scala, saranno necessari studi multicentrici più ampi, con protocolli standardizzati e follow-up più lunghi.
Per la pratica clinica, il messaggio è incoraggiante: integrare precocemente l’esercizio fisico nel percorso terapeutico dei pazienti con tumori testa-collo potrebbe aiutare a mitigare i sintomi correlati al trattamento e sostenere la qualità di vita, purché l’intervento sia personalizzato, supervisionato e adattato alle condizioni cliniche del singolo paziente.
Fonte: Oral Oncology, 2026
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1368837525006736?via%3Dihub