Il monitoraggio impedenziometrico-pH può aumentare la precisione diagnostica nella tosse da reflusso

Secondo una revisione pubblicata su Therapeutic Advances in Respiratory Disease, il monitoraggio multicanale intraluminale dell’impedenza associato alla pH-metrica (MII-pH) delle 24 ore può avere un ruolo centrale nella diagnosi della tosse da reflusso gastroesofageo, soprattutto quando inserito in un percorso diagnostico progressivo e integrato con altri esami.

Chang Liu dell’Affiliated Kunshan Hospital of Jiangsu University e del Kunshan Key Laboratory of Chronic Cough di Suzhou in Cina che ha diretto il gruppo di lavoro spiega che la tosse da reflusso gastroesofageo è considerata una delle principali cause di tosse cronica. Tuttavia gli strumenti diagnostici tradizionali presentano un elevato rischio di errore e spesso il medico è costretto a ricorrere a tentativi terapeutici empirici. Il gruppo ha quindi analizzato il ruolo del monitoraggio impedenziometrico-pH delle 24 ore nella diagnosi di precisione di questa condizione anche alla luce del Lyon Consensus 2.0 del 2024.

La revisione sottolinea innanzitutto l’importanza di una fase iniziale di screening ad ampio spettro, volta a escludere altre possibili cause di tosse cronica, seguita da valutazioni non invasive che consentano un primo inquadramento clinico. Successivamente, nei pazienti selezionati, il monitoraggio multicanale intraluminale dell’impedenza-pH può fornire informazioni sia sulla componente fisica sia su quella chimica degli episodi di reflusso. Questa metodica permette infatti di identificare eventi di reflusso acido e non acido e di valutare temporalmente il rapporto tra episodi di reflusso e comparsa della tosse.

Gli autori discutono in particolare quattro principali parametri utilizzati nell’interpretazione dell’esame e il modo in cui questi possono contribuire alla definizione del quadro clinico. La revisione prende inoltre in considerazione l’integrazione della MII-pH con la manometria esofagea ad alta risoluzione e con il monitoraggio del pH orofaringeo mediante Restech, proponendo un percorso diagnostico individualizzato e progressivo. Vengono tuttavia evidenziati anche i limiti della metodica, che deve essere interpretata nel contesto complessivo del paziente e non considerata come un test isolato. Secondo gli esperti, la MII-pH può quindi migliorare l’accuratezza diagnostica della tosse da reflusso e fornire informazioni utili per le decisioni terapeutiche. Ulteriori sviluppi tecnologici potrebbero aumentarne ulteriormente il valore nella gestione dei pazienti con tosse cronica di sospetta origine da reflusso.

Fonte: Ther Adv Respir Dis. 2026
https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/17534666261486681

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