Diabete materno associato a maggior rischio oncologico in madri e figli

Il diabete materno è associato a un aumento del rischio di tumori sia nelle madri sia nella prole, con profili diversi nei due gruppi. Lo indica una meta-analisi pubblicata su Diabetes, Obesity and Metabolism, che ha sintetizzato i dati disponibili sul rapporto tra diabete pre-gestazionale o gestazionale e rischio oncologico nelle coppie madre-figlio.

Lo studio ha incluso 81 studi osservazionali, per un totale di 44.917.447 coppie madre-figlio. L’obiettivo era quantificare l’associazione tra diabete materno e rischio di tumore nella madre o nella prole, utilizzando stime di rischio aggiustate per i principali fattori di confondimento.

Nei figli, il segnale più rilevante riguarda le neoplasie ematologiche. Negli studi con aggiustamento multivariabile, il diabete materno è risultato associato a un aumento del rischio del 37%, con RR 1,37 (IC 95%: 1,23-1,52). L’associazione è risultata particolarmente evidente per la leucemia, con RR 1,34 (IC 95%: 1,22-1,47).

Nelle madri, l’associazione più chiara riguarda invece i tumori solidi, con RR 1,17 (IC 95%: 1,09-1,24). Gli aumenti più marcati sono stati osservati per le neoplasie di testa-collo, con RR 1,34 (IC 95%: 1,23-1,47), respiratorie, con RR 1,33 (IC 95%: 1,05-1,67), gastrointestinali, con RR 1,30 (IC 95%: 1,16-1,45), e ginecologiche, con RR 1,16 (IC 95%: 1,04-1,29).

Un dato importante riguarda la distinzione tra diabete pre-gestazionale e diabete gestazionale. Il diabete già presente prima della gravidanza è risultato più fortemente associato al rischio oncologico nella prole rispetto al diabete gestazionale: RR 1,60 (IC 95%: 1,14-2,14) contro RR 1,10 (IC 95%: 1,02-1,18), con differenza tra sottogruppi statisticamente significativa (p=0,0046).

Questo risultato suggerisce che durata dell’esposizione metabolica, severità del diabete, ambiente intrauterino e fattori materni preesistenti possano influenzare in modo diverso il profilo di rischio della prole. Tuttavia, non permette di stabilire da solo un rapporto causale.

Gli autori segnalano infatti che, mentre l’associazione con la leucemia infantile appare relativamente coerente tra gli studi, le stime relative ai tumori gastrointestinali e ginecologici nelle madri mostrano maggiore eterogeneità. Questo impone cautela nell’interpretazione, soprattutto per le sedi tumorali con risultati meno uniformi.

Nel complesso, la meta-analisi indica che il diabete materno è associato a un aumento del rischio oncologico in madri e figli, ma il significato clinico varia in base al tipo di diabete, al tipo di tumore e alla popolazione considerata. Il dato non deve essere letto come prova che il diabete in gravidanza “causi” direttamente il cancro, ma come un segnale epidemiologico da approfondire.

Per la pratica clinica e la sanità pubblica, il messaggio è prudente ma rilevante: prevenzione, diagnosi precoce e buon controllo del diabete prima e durante la gravidanza restano obiettivi centrali per la salute materno-infantile. Serviranno studi prospettici di alta qualità, con ampie casistiche e migliore controllo dei confondenti, per chiarire i meccanismi biologici e consolidare le possibili relazioni causali.

Fonte: Diabetes, Obesity and Metabolism, 2026

https://dom-pubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/dom.70835

Potrebbe interessarti

Contenuti simili

I più visti