Il reflusso gastroesofageo potrebbe essere un indice di maggiore rischio ostetrico
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La somministrazione di nutrizione enterale in forma semisolida è associata a un miglioramento dei sintomi di reflusso gastroesofageo in pazienti con compromissione neurologica che non tollerano adeguatamente le formulazioni liquide. Questo è quanto è riportato in una serie di casi pubblicata su Cureus, che documenta l’efficacia clinica della nutrizione semisolida valutata con monitoraggio combinato di impedenza intraluminale multicanale e pH (MII-pH).
“Il reflusso gastroesofageo rappresenta una complicanza frequente e clinicamente rilevante nei pazienti sottoposti a nutrizione enterale. Sebbene la nutrizione enterale semisolida sia ampiamente utilizzata in Giappone per ridurre diarrea e reflusso, le prove pubblicate sono ancora limitate” spiega Daisuke Masui, della Kurume University School of Medicine, di Kurume, in Giappone, primo autore del documento.
Il lavoro descrive due pazienti neurologicamente compromessi con sintomi di reflusso. Il primo caso riguarda un uomo di 47 anni con grave scoliosi e una pregressa resezione sottomucosa endoscopica per carcinoma cardiale-esofageo, inviato in ospedale per episodi di vomito. Il paziente è stato trattato con un bloccante competitivo dell’acido (PCAB) e con nutrizione enterale semisolida (RACOL®-NF Semi-Solid), con un miglior controllo degli episodi di reflusso documentato mediante MII-pH. Il secondo caso riguarda un bambino di nove anni con storia di polmoniti ab ingestis ricorrenti, anch’egli valutato per vomito. Il monitoraggio MII-pH ha mostrato che la somministrazione in bolo di nutrienti liquidi da parte del caregiver peggiorava il reflusso. Il passaggio alla nutrizione semisolida ha invece determinato un’attenuazione dei sintomi di reflusso. Secondo gli autori, questi casi suggeriscono che la nutrizione enterale semisolida possa rappresentare un’alternativa utile nella gestione del reflusso gastroesofageo in pazienti che presentano difficoltà con le formulazioni liquide, in particolare in contesti di compromissione neurologica.
Fonte: Cureus. 2025