Reflusso gastroesofageo nei bambini, quali strategie non farmacologiche funzionano davvero

Una revisione sistematica pubblicata sull’Italian Journal of Pediatrics ha analizzato l’efficacia e la sicurezza degli approcci non farmacologici per il trattamento del reflusso gastroesofageo e della malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) in età pediatrica.

“Il reflusso gastroesofageo rappresenta una patologia molto comune nei neonati e nei bambini e, nella maggior parte dei casi, tende a risolversi spontaneamente con la crescita. Tuttavia, la frequenza dei sintomi porta spesso all’utilizzo di strategie dietetiche o comportamentali prima di ricorrere ai farmaci” spiegano gli autori, guidati da Giuseppe Banderali dell’Università degli Studi di Milano.

I ricercatori hanno incluso 40 studi tra lavori randomizzati e revisioni sistematiche, valutando diverse tipologie di intervento. Le strategie analizzate comprendevano formule addensate, modifiche dietetiche, alginati, probiotici, posizionamento corporeo, massoterapia e altre terapie complementari.

La maggior parte degli studi riguardava lattanti con reflusso non complicato o con sintomi lievi-moderati. Secondo i risultati, le formule addensate e gli alginati sono stati gli interventi che hanno mostrato i benefici più consistenti nella riduzione della frequenza dei rigurgiti. Anche alcuni approcci specifici di posizionamento, in particolare il decubito laterale sinistro, sembravano associati a un miglioramento dei sintomi in alcuni studi. I probiotici hanno mostrato risultati promettenti ma non uniformi, con evidenze ancora considerate limitate.

Gli esperti sottolineano però che la qualità metodologica degli studi disponibili risultava spesso modesta, con un rischio di bias frequentemente elevato. Per questo motivo, il livello complessivo delle evidenze è stato giudicato da molto basso a moderato secondo il sistema GRADE. Dal punto di vista della sicurezza, gli approcci non farmacologici analizzati sembravano generalmente ben tollerati e associati a pochi eventi avversi; lo studio evidenzia inoltre come molte strategie vengano utilizzate nella pratica clinica nonostante dati scientifici ancora incompleti o eterogenei. Secondo i ricercatori, saranno necessari studi più rigorosi e standardizzati per definire meglio quali interventi siano realmente efficaci e in quali categorie di pazienti pediatrici. I risultati supportano comunque un approccio iniziale prudente e non farmacologico nei casi di reflusso pediatrico non complicato, riservando i trattamenti farmacologici alle situazioni più severe o persistenti.

Fonte: Ital J Pediatr. 2026

https://link.springer.com/article/10.1186/s13052-026-02264-z

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