Laparoscopia di stadiazione nei tumori della giunzione gastroesofagea: utile per identificare metastasi occulte

Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sul World Journal of Gastrointestinal Surgery ha valutato il ruolo della laparoscopia di stadiazione nei pazienti con tumore della giunzione gastroesofagea giudicato clinicamente resecabile. Nonostante i progressi delle tecniche di imaging, come TC, PET/TC ed ecoendoscopia, la laparoscopia può identificare metastasi peritoneali o epatiche occulte non rilevate dagli esami non invasivi.

L’analisi ha incluso 18 studi, per un totale di 1.591 pazienti. La laparoscopia di stadiazione ha determinato un upstaging allo stadio IV nel 22% dei casi, con intervallo di confidenza al 95% pari al 17-27%. Le positività rilevate comprendevano malignità peritoneale nel 17,5% dei casi, carcinosi peritoneale nel 13%, citologia peritoneale positiva nel 9% e metastasi epatiche occulte nel 9,2%. La procedura ha consentito di evitare interventi chirurgici non necessari nel 19,8% dei pazienti.

L’analisi stratificata secondo la classificazione di Siewert suggerisce una performance diagnostica più stabile nei tumori Siewert II, con DP pari al 13% e assenza di eterogeneità significativa. Nei tumori Siewert I, invece, i risultati sono risultati più variabili, con DP pari al 18% ed elevata eterogeneità, rendendo necessaria una lettura più prudente del dato.

Sul piano della sicurezza, le complicanze riportate sono state poche e prevalentemente minori. Non è stata osservata mortalità correlata alla procedura. Inoltre, dagli studi inclusi non emergono ritardi rilevanti nell’avvio della terapia neoadiuvante né effetti negativi evidenti sulla degenza o sui tassi di riammissione.

In conclusione, la laparoscopia di stadiazione rappresenta uno strumento utile per completare la stadiazione dei tumori della giunzione gastroesofagea, soprattutto nei casi in cui l’imaging suggerisce resecabilità ma permane il rischio di malattia metastatica occulta. I dati supportano il suo impiego nel percorso diagnostico, in particolare nei tumori Siewert II, pur considerando l’eterogeneità degli studi e la mancanza di informazioni standardizzate su variabili cliniche rilevanti, come comorbidità e indici di carcinosi.

Fonte: World journal of gastrointestinal surgery, 2026

https://www.wjgnet.com/1948-9366/full/v18/i1/115285.htm

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