(P)reabilitazione digitale in oncologia: meno degenza e migliori esiti riferiti dai pazienti

La (p)reabilitazione digitale può ridurre la durata della degenza ospedaliera e migliorare alcuni esiti riferiti dai pazienti dopo chirurgia oncologica toracica o addomino-pelvica. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Cancers, che ha valutato l’efficacia di programmi tecnologici di preabilitazione o riabilitazione nei pazienti adulti sottoposti a chirurgia per tumore.

Gli interventi analizzati comprendevano esercizio fisico strutturato, supporto nutrizionale e assistenza psicologica erogati prima o dopo l’intervento, attraverso strumenti digitali come app, piattaforme dedicate e altri sistemi tecnologici di supporto. L’obiettivo era migliorare gli esiti perioperatori, favorire la continuità assistenziale e rendere più accessibili programmi che, nella pratica clinica tradizionale, restano spesso difficili da garantire.

La revisione ha incluso 17 studi randomizzati controllati, corrispondenti a 18 pubblicazioni, per un totale di 1.690 pazienti. Gli studi confrontavano la (p)reabilitazione digitale con cure standard, placebo o interventi non tecnologici. Gli outcome valutati includevano complicanze postoperatorie, riammissioni, durata della degenza ospedaliera, qualità della vita, dolore, ansia, depressione, fatigue, distress e soddisfazione del paziente.

La meta-analisi ha mostrato una riduzione significativa della degenza ospedaliera, con una differenza media di 1,33 giorni rispetto ai controlli (IC 95%: 0,59-2,07; 7 studi). Sul fronte dei Patient-Reported Outcomes sono emersi miglioramenti per dolore, depressione, fatigue e distress psicologico. In particolare, gli autori riportano un miglioramento del dolore con MD 6,12 (IC 95%: 3,40-8,84; 4 studi), della depressione con MD 2,82 (IC 95%: 0,65-4,99; 5 studi), della fatigue con MD 10,10 (IC 95%: 6,97-13,23; 3 studi) e del distress con MD 1,23 (IC 95%: 0,30-2,16; 1 studio).

Nel complesso, i risultati suggeriscono che la (p)reabilitazione digitale possa rappresentare uno strumento utile per migliorare il recupero dopo chirurgia oncologica, soprattutto quando integra esercizio, nutrizione e supporto psicologico in percorsi accessibili anche da remoto.

Il dato va però interpretato con prudenza. Le evidenze disponibili sono ancora limitate dal numero ridotto di studi, dalle dimensioni contenute dei campioni, dall’eterogeneità dei protocolli e dal rischio di bias osservato in diversi trial. Non è quindi ancora possibile considerare questi programmi come standard pienamente consolidati.

Gli autori sottolineano la necessità di nuovi studi clinici randomizzati, più ampi e con adeguata potenza statistica, per confermare l’efficacia della (p)reabilitazione digitale, chiarire quali componenti producano il maggiore beneficio e guidare futuri progetti di implementazione nella pratica clinica.

Fonte: Cancers, 2026

https://www.mdpi.com/2072-6694/18/2/296

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