Sopravvissuti al cancro pediatrico: effetti degli interventi dietetici e/o di esercizio fisico
La popolazione di sopravvissuti a tumori pediatrici (PCS) negli Stati Uniti è in costante crescita da dieci anni a questa […]
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Cancer Metastasis Reviews non supporta l’esistenza di un’associazione generale tra dolore cronico e aumento del rischio di incidenza o mortalità oncologica. Lo studio ha analizzato 23 lavori epidemiologici, 12 prospettici e 11 retrospettivi, focalizzati su pazienti con dolore cronico a bassa o assente componente infiammatoria.
Sebbene alcuni modelli sperimentali suggeriscano che lo stimolo doloroso possa influenzare i processi di sviluppo tumorale, l’evidenza epidemiologica disponibile non conferma questa ipotesi su scala generale. La meta-analisi degli hazard ratio, basata su dieci studi, non ha rilevato associazioni significative tra dolore cronico e mortalità per cancro: HR 1,00; IC 95%: 0,97-1,04. I risultati sono apparsi coerenti anche nelle analisi per sottotipo di dolore.
Il dato complessivo resta quindi neutro. Tuttavia, la sintesi narrativa segnala alcuni possibili aumenti del rischio in analisi sito-specifiche. In particolare, tre analisi suggeriscono una potenziale associazione tra dolore cronico e maggiore incidenza di tumore della mammella, con SIR compreso tra 2,12 e 4,8, e della prostata, con SIR compreso tra 1,49 e 5,59. È stata inoltre osservata una maggiore mortalità per carcinoma polmonare, con MRR pari a 3,09; IC 95%: 1,45-6,62.
Gli autori sottolineano però che questi segnali devono essere interpretati con cautela, alla luce dei limiti metodologici degli studi disponibili. Tra i principali ostacoli figurano la causalità inversa, il possibile ruolo di fattori confondenti e l’interazione tra dolore cronico, uso di oppioidi e rischio oncologico.
In conclusione, la revisione non conferma un’associazione generale tra dolore cronico e aumento del rischio di incidenza o mortalità per cancro. Secondo gli autori, saranno necessari studi di maggiore qualità, capaci di controllare in modo più rigoroso causalità inversa e fattori confondenti, per chiarire eventuali relazioni limitate a specifiche sedi tumorali o sottogruppi di pazienti.
Fonte: Cancer metastasis reviews,
https://link.springer.com/article/10.1007/s10555-026-10341-2