Tumore del colon-retto: il peso globale delle diete povere di fibre

Le diete povere di fibre contribuiscono in modo rilevante al carico globale del tumore del colon-retto, con un impatto particolarmente marcato nelle popolazioni più anziane valutate in in base a indice sociodemografico (SDI). Lo indica un’analisi sistematica basata sui dati del Global Burden of Disease Study 2021, pubblicata su Medicine, che ha valutato mortalità e anni di vita corretti per disabilità attribuibili a questo specifico fattore di rischio alimentare tra il 1990 e il 2021.

Lo studio, condotto da ricercatori cinesi, ha stimato il burden globale, regionale e nazionale del carcinoma colorettale associato a un insufficiente apporto di fibre. Gli autori hanno applicato modelli di rischio comparativo per valutare l’impatto delle diete ipofibriche in diversi Paesi, regioni e fasce di età.

L’analisi ha evidenziato una distribuzione disomogenea del carico di malattia. Le popolazioni di età superiore ai 50 anni risultano le più colpite, coerentemente con l’aumento del rischio di tumore colorettale nelle fasce anagrafiche più avanzate. Il peso maggiore si concentra inoltre nelle regioni a basso e medio reddito, dove la transizione alimentare, l’urbanizzazione e la diffusione di modelli dietetici più occidentali possono contribuire a modificare il profilo di rischio.

Nel periodo 1990-2021, il carico globale di tumore del colon-retto attribuibile a una dieta povera di fibre è aumentato progressivamente. Questa crescita appare particolarmente rilevante nelle aree in cui i cambiamenti degli stili di vita e delle abitudini alimentari stanno portando a una minore assunzione di alimenti ricchi di fibre, come cereali integrali, legumi, frutta e verdura.

I risultati rafforzano il ruolo della prevenzione nutrizionale nella riduzione del burden del carcinoma colorettale. Incrementare il consumo quotidiano di fibre non deve essere considerato solo un consiglio generico di salute pubblica, ma una strategia concreta di prevenzione primaria, soprattutto nei gruppi e nei territori a maggiore rischio.

Secondo gli autori, le politiche sanitarie dovrebbero concentrarsi sulle popolazioni più vulnerabili, promuovendo interventi nutrizionali mirati, programmi educativi e strategie di accesso ad alimenti più sani. La riduzione del carico globale del tumore colorettale richiederà infatti non solo screening e diagnosi precoce, ma anche azioni strutturate sui fattori di rischio modificabili, a partire dalla qualità della dieta.

Fonte: Medicine, 2026

https://journals.lww.com/md-journal/fulltext/2026/03130/global,_regional,_and_national_burden_of_disease.56.aspx

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