Screening oncologici: inviti multicanale e kit a casa aumentano l’adesione
Le strategie di invito personalizzate, articolate in più fasi e basate su diversi canali di comunicazione possono aumentare la partecipazione […]
Le terapie mente-corpo possono contribuire alla riduzione dei sintomi ansiosi e depressivi nei pazienti oncologici, con differenze rilevanti tra i diversi approcci. Lo indica una revisione sistematica con network meta-analisi pubblicata su Current Oncology Reports, che ha confrontato l’efficacia relativa di più interventi non farmacologici rispetto alle cure usuali.
Lo studio ha incluso 182 trial randomizzati controllati, per un totale di 16.835 partecipanti. L’obiettivo era colmare la mancanza di confronti comparativi tra le diverse mind-body therapies, MBT, e fornire indicazioni utili alla scelta degli interventi più appropriati nei pazienti con cancro e sintomi di ansia o depressione.
Per i sintomi depressivi, gli interventi con effetto statisticamente significativo rispetto alle cure usuali sono stati il biofeedback, con SMD -1,18 e p=0,038, gli interventi spirituali, con SMD -0,98 e p=0,047, e gli interventi basati sulla mindfulness, MBI, con SMD -0,87 e p<0,001.
Per i sintomi ansiosi, il ranking ha mostrato risultati favorevoli soprattutto per lo yoga, con SMD -1,13 e p<0,001, seguito dagli interventi basati sulla mindfulness, con SMD -1,02 e p<0,001, dal rilassamento fisico, con SMD -0,93 e p<0,001, dal qigong/Tai Chi, con SMD -0,90 e p=0,004, e dalla musicoterapia, con SMD -0,90 e p<0,001.
Nel complesso, la meta-analisi suggerisce che la scelta dell’intervento dovrebbe essere orientata al tipo prevalente di disagio psicologico. Nei quadri depressivi, biofeedback, interventi spirituali e mindfulness sembrano mostrare i risultati più favorevoli. Nei quadri ansiosi, yoga, mindfulness, rilassamento fisico, qigong/Tai Chi e musicoterapia appaiono le opzioni con il maggiore supporto comparativo.
Il dato non deve però essere letto come una graduatoria rigida. Le terapie mente-corpo variano molto per durata, intensità, setting, competenze richieste e accettabilità per il paziente. Inoltre, la scelta pratica deve considerare fase di malattia, performance status, preferenze individuali, accessibilità dell’intervento e presenza di eventuali limitazioni fisiche o cognitive.
La revisione rafforza comunque un messaggio clinico chiaro: nei percorsi oncologici, ansia e depressione non dovrebbero essere affrontate solo con interventi farmacologici o lasciate alla gestione spontanea del paziente. Le terapie mente-corpo possono rappresentare una componente strutturata del supporto psico-oncologico, soprattutto quando integrate in programmi multidisciplinari e adattate al profilo del singolo paziente.
Fonte: Current Oncology Reports, 2026
https://link.springer.com/article/10.1007/s11912-026-01790-7