Screening oncologici: inviti multicanale e kit a casa aumentano l’adesione
Le strategie di invito personalizzate, articolate in più fasi e basate su diversi canali di comunicazione possono aumentare la partecipazione […]
Un programma di attività fisica supervisionata a domicilio può essere fattibile nei pazienti con tumore metastatico in trattamento con terapie target orali e può contribuire a mitigare la fatigue associata a questi trattamenti. Lo indicano i risultati dello studio randomizzato di fase 2 QUALIOR, pubblicato su The Oncologist.
Il trial, condotto da ricercatori francesi, ha arruolato 112 pazienti con neoplasie metastatiche in trattamento attivo con terapie target orali. L’età mediana era di 59 anni e la maggioranza dei partecipanti era costituita da donne. Le sedi tumorali più frequenti erano la mammella, pari al 57% dei casi, e il rene, pari al 16%.
Dal punto di vista terapeutico, il 30% dei pazienti era in trattamento con inibitori tirosin-chinasici antiangiogenici, mentre il 47% riceveva inibitori del recettore del fattore di crescita epidermico o del ciclo cellulare.
I partecipanti sono stati randomizzati in rapporto 2:1 a un programma di esercizio fisico supervisionato a domicilio, con coach dedicato, oppure a un gruppo di controllo che riceveva un opuscolo con raccomandazioni per esercizi adattati. Il programma aveva una durata di 3 mesi.
L’endpoint primario era la fattibilità, definita come il completamento di almeno il 50% delle sessioni teoricamente previste nel braccio SPEP. Questo obiettivo è stato raggiunto da 45 pazienti, pari al 61% del gruppo assegnato al programma supervisionato.
Sul piano clinico, il programma ha mostrato un segnale favorevole sulla fatigue. Nel gruppo SPEP, il punteggio mediano di fatigue valutato tramite scala analogico-visiva è sceso da 4 a 3 dopo 3 mesi, mantenendo stabile il controllo del dolore. A 3 mesi, la percentuale di pazienti con livelli elevati di fatigue era significativamente inferiore nel braccio con programma supervisionato rispetto al controllo: 27% contro 62%, con P=0,004.
Nel complesso, QUALIOR suggerisce che un programma domiciliare supervisionato di esercizio fisico sia praticabile anche in pazienti con malattia metastatica trattati con terapie orali mirate, una popolazione spesso fragile e meno rappresentata negli studi sull’attività fisica in oncologia.
Il dato è interessante, ma va interpretato con prudenza. Lo studio è di fase 2, il campione è limitato e l’obiettivo primario era la fattibilità, non una dimostrazione definitiva di efficacia su fatigue, qualità di vita o outcome oncologici. Per questo, gli autori indicano la necessità di ulteriori studi più ampi per confermare il beneficio e definire intensità, durata e modalità ottimali del programma.
Il messaggio pratico resta comunque chiaro: nei pazienti metastatici trattati con terapie target orali, l’attività fisica supervisionata a domicilio può essere una strategia di supportive care concreta, sostenibile e potenzialmente utile per ridurre il carico della fatigue.
Fonte: The Oncologist, 2026