Obesità e cancro: il BMI è associato al rischio di 19 neoplasie

Un indice di massa corporea più elevato è associato a un aumento del rischio per numerose neoplasie. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi di studi prospettici pubblicata su Nature Metabolism, che ha analizzato il rapporto tra adiposità e incidenza oncologica in 25 tipi di tumore.

Lo studio, condotto da ricercatori statunitensi e britannici, ha incluso 226 articoli scientifici, per un totale di oltre 1,5 milioni di casi incidenti di cancro. L’obiettivo era aggiornare e ampliare le evidenze disponibili sul legame tra BMI, circonferenza vita e rischio oncologico, integrando anche dati da studi di randomizzazione mendeliana e da indagini basate sull’imaging.

L’analisi ha mostrato che il BMI è associato positivamente al rischio di 19 tipi di tumore. Oltre alle neoplasie già riconosciute nei principali report internazionali come correlate all’eccesso ponderale, lo studio ha individuato associazioni anche per leucemia, linfoma non-Hodgkin, tumore della vescica e glioma.

Sono emerse anche tre associazioni inverse: carcinoma mammario in premenopausa, carcinoma polmonare nei non fumatori e carcinoma squamoso dell’esofago nei non fumatori. Questi risultati sottolineano la complessità biologica del rapporto tra adiposità e rischio oncologico, che non è uniforme per tutti i distretti.

L’analisi ha inoltre evidenziato differenze rilevanti in base a sesso e area geografica. Le associazioni tra BMI e tumore della mammella in post-menopausa e tumore dell’ovaio sono risultate più forti nelle popolazioni dell’Asia orientale. Al contrario, il legame con il tumore della colecisti è apparso più debole nell’Asia orientale e negli uomini. Per il carcinoma colorettale, invece, l’associazione con il BMI è risultata più robusta nei soggetti di sesso maschile.

Accanto al BMI, gli autori hanno valutato anche la circonferenza vita, osservando pattern di associazione complessivamente simili con il rischio oncologico. Questo dato suggerisce che diversi indicatori antropometrici dell’adiposità possano fornire informazioni convergenti sul profilo di rischio, pur con alcune differenze per specifiche sedi tumorali.

Le evidenze di randomizzazione mendeliana sono risultate generalmente coerenti con molte delle associazioni osservazionali, rafforzando il razionale biologico del legame tra adiposità e cancro. I dati basati sull’imaging, invece, restano più limitati e richiedono ulteriori approfondimenti.

Nel complesso, la meta-analisi conferma che l’eccesso di adiposità è associato a un rischio oncologico più ampio di quanto precedentemente riconosciuto. Il dato ha implicazioni rilevanti per la prevenzione, perché rafforza il ruolo del controllo del peso, della prevenzione dell’obesità e della gestione metabolica come componenti centrali delle strategie di sanità pubblica.

La conclusione va però mantenuta prudente: molte evidenze derivano da studi osservazionali, e il rischio oncologico è influenzato anche da dieta, attività fisica, fattori metabolici, genetica, fumo, alcol e condizioni socioeconomiche. Per questo, il BMI non deve essere letto come unico determinante, ma come un indicatore importante dentro una più ampia valutazione del rischio.

Fonte: Nature Metabolism, 2026

https://www.nature.com/articles/s42255-026-01542-8

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