Pazienti oncologici: infermieri preferiti per il supporto, oncologi per il follow-up

I pazienti oncologici attribuiscono un valore elevato agli infermieri specializzati, soprattutto nelle cure di supporto, mentre continuano a preferire l’oncologo medico per il follow-up specialistico e la sorveglianza. Lo indica una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Advanced Nursing, che ha analizzato le preferenze dei pazienti quando devono scegliere tra diverse figure professionali nel percorso di cura.

La revisione ha incluso 11 studi internazionali condotti in Australia, Regno Unito e Cina, su pazienti con tumore della mammella, dello stomaco, della prostata o con neoplasie miste. Gli studi analizzati utilizzavano discrete choice experiments o metodiche di best-worst scaling, in alcuni casi associate a stime di willingness to pay.

Dall’analisi emerge che le preferenze dei pazienti cambiano in base al tipo di assistenza richiesta. Per le cure di supporto, come consigli su alimentazione ed esercizio fisico o screening di ansia e depressione, gli infermieri oncologici sono risultati la figura preferita in 4 studi su 5. Seguono i professionisti sanitari alleati, come dietisti e fisioterapisti, e poi gli oncologi medici.

Il quadro si inverte nel follow-up e nella sorveglianza dopo il trattamento. Nei 6 studi dedicati a questo ambito, i pazienti hanno indicato come prima scelta l’oncologo medico, seguito dall’infermiere oncologico e poi dal medico di medicina generale.

La disponibilità economica a pagare conferma questa distinzione. La stima più alta, pari a 226,15 dollari, è stata registrata per avere un medico specialista nel follow-up. Per le cure di supporto, invece, il valore più alto, pari a 137,52 dollari, è stato attribuito all’intervento di un infermiere oncologico per consigli su dieta e stile di vita dopo il trattamento del carcinoma mammario.

Nel complesso, la revisione mostra che i pazienti non sostituiscono automaticamente il medico con l’infermiere, ma riconoscono competenze diverse a seconda del bisogno assistenziale. L’oncologo resta centrale per il follow-up specialistico, la sorveglianza e le decisioni cliniche complesse; l’infermiere oncologico emerge invece come figura particolarmente apprezzata per supporto, educazione, gestione dei bisogni quotidiani e continuità assistenziale.

Il dato ha implicazioni organizzative rilevanti. Potenziare il ruolo degli infermieri specialisti in oncologia, con competenze avanzate e ambiti di attività ben definiti, può aiutare a rispondere meglio ai bisogni di supportive care senza ridurre il ruolo dell’oncologo. La direzione più solida non è la sostituzione di una figura con l’altra, ma un modello integrato in cui medico, infermiere specialista e professionisti alleati lavorano su bisogni differenti ma complementari.

Fonte: Journal of Advanced Nursing, 2026

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jan.70398

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