Stress psicologico e rischio di cancro: nessuna evidenza coerente di un legame diretto

Una revisione sistematica pubblicata su Health Psychology Review non ha trovato evidenze coerenti a supporto di un’associazione diretta tra stress psicologico e incidenza del cancro. Il lavoro, condotto da ricercatori spagnoli, mette in discussione un’idea molto diffusa nel vissuto dei pazienti, secondo cui eventi stressanti o stress percepito possano determinare in modo diretto l’insorgenza di una neoplasia.

La revisione ha incluso 19 studi prospettici. Gli autori hanno valutato due principali forme di esposizione: eventi di vita stressanti e stress percepito. Gli outcome considerati riguardavano il cancro in generale, analizzato in 3 studi, e specifiche sedi tumorali: carcinoma mammario in 10 studi, carcinoma prostatico in 3, carcinoma colorettale in 2 e carcinoma endometriale in 1.

Nel complesso, né gli eventi di vita stressanti né lo stress percepito sono risultati associati in modo costante al rischio di sviluppare un tumore. Per lo stress percepito, i risultati sono apparsi particolarmente eterogenei, con evidenze contrastanti che includevano sia associazioni apparentemente protettive sia associazioni sfavorevoli, soprattutto negli studi su tumore della mammella e colon-retto.

Il dato centrale della revisione non è che lo stress sia irrilevante per la salute, ma che le evidenze disponibili non permettono di stabilire un nesso causale chiaro tra stress psicologico e insorgenza del cancro. Gli autori hanno infatti classificato la certezza complessiva delle prove come molto bassa.

Le principali criticità metodologiche spiegano questa incertezza. Dodici studi hanno utilizzato strumenti di misurazione dello stress non validati; 17 hanno valutato lo stress una sola volta, senza monitorarne l’evoluzione nel tempo; 11 non hanno analizzato in modo completo l’esposizione psicologica. Questa disomogeneità rende difficile confrontare i risultati e costruire una conclusione solida.

Nel complesso, la revisione ridimensiona l’idea di una relazione diretta e generalizzabile tra stress e sviluppo del cancro. Questo messaggio è importante anche sul piano comunicativo: attribuire la malattia oncologica allo stress rischia di aumentare senso di colpa e stigma nei pazienti, senza essere supportato da evidenze robuste.

Gli autori sottolineano la necessità di nuovi studi prospettici di alta qualità, con misure dello stress validate, rilevazioni ripetute nel tempo e maggiore attenzione ai possibili fattori moderatori. Solo così sarà possibile chiarire se specifiche forme di stress, in determinate popolazioni o contesti biologici, possano avere un ruolo nel rischio oncologico.

Fonte: Health Psychology Review, 2025

https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/17437199.2025.2590491

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