Tatuaggi e tumori cutanei: la meta-analisi non conferma un aumento del rischio

Avere tatuaggi non è risultato associato a un aumento del rischio di tumori cutanei. A dimostrarlo è una revisione sistematica e meta-analisi, uscita su Clinical & translational oncology nel 2026, che ha aggregato dati di 7 studi osservazionali di coorte e caso-controllo, per un totale di 140.841 partecipanti. L’odds ratio (OR) complessivo per il rischio di neoplasie cutanee nelle persone tatuate è stato 0,92 (IC 95%: 0,83–1,04), un dato che esclude un’associazione significativa. Il risultato si è mantenuto stabile anche nelle analisi stratificate per numero di sessioni di tatuaggio:

La migrazione di pigmenti e composti presenti negli inchiostri verso il derma e i tessuti circostanti non sembra tradursi quindi, sulla base delle evidenze disponibili, in un incremento del rischio di melanoma o di altri tumori cutanei in chi si tatua. Gli autori hanno valutato anche l’associazione tra tatuaggi e neoplasie ematologiche, senza trovare segnali significativi nell’analisi principale (OR 1,02; IC 95%: 0,78–1,32), né nei sottotipi istologici (linfoma non-Hodgkin, Hodgkin, diffuso a grandi cellule B, T-cellulare, follicolare). L’esclusione di uno studio influente in un’analisi di sensibilità ha però reso significativa l’associazione complessiva (OR 1,20; IC 95%: 1,05–1,39; I² = 0%), risultato che gli autori invitano a interpretare con cautela.

Nel complesso, i dati disponibili non indicano un aumento del rischio oncologico cutaneo nelle persone tatuate e non hanno mostrato associazioni significative con le neoplasie ematologiche nelle analisi principali. Restano tuttavia necessari studi prospettici futuri, con una standardizzazione più rigorosa dei criteri di esposizione.

Fonte: Clinical & translational oncology, 2026

https://link.springer.com/article/10.1007/s12094-026-04388-4

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