Il reflusso gastroesofageo potrebbe essere un indice di maggiore rischio ostetrico

La presenza di reflusso gastroesofageo nelle donne in età fertile potrebbe rappresentare un indicatore di comorbilità infiammatorie e autoimmuni associate a esiti gestazionali sfavorevoli. Questo è quanto emerge da uno studio di coorte retrospettivo pubblicato su BMC Pregnancy and Childbirth, che ha analizzato la relazione tra reflusso gastroesofageo, fattori infiammatori e rischio di complicanze ostetriche correlate alla placenta.

“Il reflusso gastroesofageo è una condizione frequente nella popolazione generale, ma il suo possibile significato come marker di rischio ostetrico non è stato adeguatamente esplorato. L’obiettivo della nostra ricerca era quello di valutare la presenza di comorbilità infiammatorie e genetiche in donne con reflusso gastroesofageo e precedenti esiti gestazionali sfavorevoli” spiega Kemal Beksac, della University of Health Science, Ankara Oncology Hospital, Ankara, Turchia, primo nome del lavoro.

Lo studio ha incluso una coorte retrospettiva di 224 donne ammesse a un programma di counseling preconcezionale, di cui 17 con diagnosi di reflusso gastroesofageo e 207 senza. Tutte le pazienti sono state valutate per la presenza di fattori di rischio noti per complicanze ostetriche e esiti avversi della gravidanza, tra cui trombofilie ereditarie, polimorfismi del gene della metilentetraidrofolato reduttasi (MTHFR), diabete mellito di tipo 2, malattie infiammatorie croniche e patologie autoimmuni. All’interno del sottogruppo di donne con reflusso, il 35,3% (6 su 17) presentava anche gastrite e/o ulcera peptica cronica. Un dato rilevante riguarda la maggiore frequenza di patologie infiammatorie croniche e autoimmuni nelle donne con reflusso rispetto a quelle senza, con differenze statisticamente significative. È stata inoltre osservata una differenza significativa nella distribuzione dei genotipi MTHFR 677CC, 677CT e 677TT in relazione alla presenza di reflusso. In particolare, il genotipo MTHFR 677TT risultava più frequente nelle donne con reflusso rispetto a quelle senza. Secondo gli autori, questi risultati suggeriscono che il reflusso gastroesofageo possa essere espressione di uno stato infiammatorio sistemico e di una predisposizione genetica che contribuiscono allo sviluppo di complicanze ostetriche placenta-correlate e a esiti gestazionali sfavorevoli nelle gravidanze successive. “La presenza di reflusso gastroesofageo potrebbe quindi rappresentare un segnale clinico utile nell’identificazione di donne a maggior rischio ostetrico” concludono gli esperti.

Fonte: BMC Pregnancy Childbirth. 2026

https://link.springer.com/article/10.1186/s12884-026-08640-1

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