La gastrectomia a manica aumenta il rischio a lungo termine di reflusso rispetto al bypass

Secondo uno studio pubblicato sul World Journal of Surgery, la gastrectomia a manica (LSG) è associata a un rischio significativamente più elevato di reflusso gastroesofageo (MRGE) a lungo termine rispetto al bypass gastrico Roux-en-Y (LRYGB).

“Abbiamo confrontato gli effetti delle due principali procedure bariatriche sul reflusso a distanza di otto anni, utilizzando criteri diagnostici aggiornati e una valutazione multimodale” spiega Daniel Navarini, della Universidade de Passo Fundo, Rio Grande do Sul, Brasile, autore principale del lavoro.

Lo studio ha seguito per otto anni un gruppo di pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica, valutando la presenza di MRGE attraverso questionari, endoscopia, manometria e monitoraggio del pH esofageo secondo i criteri del Lyon Consensus 2.0. I risultati mostrano una differenza marcata tra le due tecniche; infatti, il reflusso conclamato era presente nel 94,7% dei pazienti sottoposti a gastrectomia a manica, contro il 25% di quelli trattati con bypass gastrico.

Anche le complicanze correlate al reflusso, come l’esofagite erosiva e l’esofago di Barrett, risultavano significativamente più frequenti nel gruppo della gastrectomia a manica, e anche l’esposizione acida esofagea e i punteggi diagnostici patologici erano nettamente più elevati dopo tale intervento. Al contrario, il bypass gastrico ha dimostrato un effetto protettivo duraturo nei confronti del reflusso. “Nel complesso, questi dati sottolineano l’importanza di una valutazione preoperatoria accurata e di un attento follow-up nei pazienti candidati a chirurgia bariatrica, soprattutto quando si opta per la gastrectomia a manica” concludono gli autori.

Fonte: World J Surg. 2026

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/wjs.70367

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