HIIT nel tumore della vescica non muscolo-invasivo: primi dati su fattibilità, sicurezza e possibili benefici funzionali

L’allenamento a intervalli ad alta intensità, noto come HIIT, appare sicuro e fattibile per molti pazienti con tumore della vescica non muscolo-invasivo, praticato durante o dopo la terapia endovescicale. Lo indica il trial randomizzato di fattibilità BRAVE, pubblicato su Seminars in Oncology Nursing, che ha valutato l’integrazione di un programma supervisionato di esercizio fisico in questo gruppo di pazienti.

Lo studio ha randomizzato 25 pazienti con tumore della vescica non muscolo-invasivo, in attesa di terapia endovescicale o già in sorveglianza dopo il trattamento, a cure abituali oppure a un programma di HIIT supervisionato. Il gruppo di controllo comprendeva 12 pazienti, mentre 13 sono stati assegnati all’intervento. Il programma prevedeva tre sessioni settimanali per 12 settimane.

L’obiettivo principale era valutare la fattibilità e la sicurezza dell’intervento. Tra gli altri aspetti valutati vi erano la capacità cardiorespiratoria, la performance fisica e ulteriori indicatori della funzionalità fisica.

La capacità cardiorespiratoria, misurata attraverso il VO₂peak, ha mostrato un andamento favorevole nel gruppo HIIT, con un incremento di 1,2 mL/kg/min, rispetto a una riduzione di 0,7 mL/kg/min nel gruppo di controllo. La differenza aggiustata tra i gruppi è stata pari a 2,0 mL/kg/min (IC 95%: da -0,4 a 4,4; p=0,10). Il dato non ha raggiunto la significatività statistica, ma ha mostrato un andamento favorevole all’HIIT.

Sono invece emersi miglioramenti significativi in due test funzionali. Nel test del cammino di 6 minuti, i pazienti del gruppo HIIT hanno percorso in media 41 metri in più rispetto al gruppo di controllo (IC 95%: 6-77; p=0,025). Nel test utilizzato per valutare mobilità ed equilibrio, l’HIIT ha ridotto il tempo di esecuzione di 1,0 secondo rispetto alle cure abituali (IC 95%: da -1,9 a -0,2; p=0,019).

Questi risultati suggeriscono che l’HIIT possa migliorare alcuni aspetti della funzionalità fisica nei pazienti con NMIBC, in particolare resistenza al cammino e mobilità. Tuttavia, trattandosi di uno studio di fattibilità con un campione molto limitato, i dati devono essere interpretati come preliminari.

Gli autori sottolineano che l’intervento sembra essere sicuro e praticabile per la maggior parte dei pazienti. Questo aspetto è rilevante perché i pazienti con tumore della vescica non muscolo invasivo possono attraversare percorsi prolungati di terapia endovescicale, sorveglianza e controlli ripetuti, durante i quali il mantenimento della funzione fisica può avere un impatto importante sulla qualità di vita.

Il trial BRAVE non consente di dimostrare in modo definitivo l’efficacia dell’HIIT sulla capacità cardiorespiratoria, sui sintomi, sull’aderenza ai trattamenti o sugli esiti della malattia oncologica. Il dato principale è che un programma supervisionato di esercizio ad alta intensità è risultato praticabile per la maggior parte dei partecipanti, con possibili benefici funzionali.

Il messaggio che emerge dallo studio è prudente ma incoraggiante: l’HIIT potrebbe rappresentare un’opzione di supporto per i pazienti con tumore della vescica non muscolo invasivo durante o dopo terapia endovescicale, purché adattato alle condizioni individuali e svolto sotto la supervisione di personale qualificato.

Gli autori indicano la necessità di studi più ampi per confermare l’effetto sul VO2peak, valutare meglio la sicurezza e gli effetti sulla funzionalità fisica e individuare strategie di reclutamento più efficaci. Il reclutamento modesto resta infatti uno dei principali limiti dello studio e un punto critico per la progettazione di futuri trial.

Fonte: Seminars in Oncology Nursing, 2026

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0749208125002827?via%3Dihub

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