HIV, diagnosi pediatriche tardive persistono nei paesi ad alto reddito

Una ricerca pubblicata su HIV Medicine ha rilevato che, nonostante l’accesso alla prevenzione e allo screening, la diagnosi tardiva di HIV in età pediatrica persiste nei paesi ad alto reddito, con grave immunosoppressione e mancate opportunità di avvio del trattamento. Secondo gli autori che hanno curato la ricerca, guidati da Carolina Curto, del Santo Antonio Local Health di Porto (Portogallo), è essenziale migliorare l’implementazione dello screening familiare, in particolare dopo la diagnosi di un genitore/fratello o di una migrazione da aree endemiche, e formare gli operatori sanitari sugli indicatori di HIV nei bambini.

La diagnosi tempestiva dell’HIV nei bambini resta una sfida in tutti i contesti, compresi i Paesi ad alto reddito. Obiettivo dello studio era caratterizzare la prevalenza della diagnosi tardiva nella popolazione pediatrica nei paesi ad alto reddito che hanno fatto riferimento ad una Perinatal Virtual Clinic (PVC) tra gennaio 2018 e aprile 2025. I casi sono stati classificati come diagnosi tardiva o non tardiva in base alle soglie di CD4 correlate all’età e i due gruppi sono stati confrontati tra loro.

Tra le 45 nuove diagnosi pediatriche di HIV inviate alla PVC, 41 erano provenienti dalla regione europea, due dall’Australia e due dal Cile. L’età mediana era di 9 anni (IQR 0,8-13) e il 66% dei casi (27/41) erano migranti, prevalentemente provenienti dall’Africa subsahariana; il 39% (16/41), invece, erano nati in paesi ad alto reddito. La maggior parte delle nuove diagnosi (27/45; 60%) è stata testata a causa dei sintomi; 21/45 (47%) hanno ricevuto una diagnosi di AIDS. La conta mediana dei CD4 era di 230 cellule/mm3 (IQR 24,5-531), la carica virale (VL) di 316.000 copie/mL (IQR 65.150-1.315.000) con 31/45 (69%) che soddisfacevano i criteri per la diagnosi tardiva. Infine, i bambini con diagnosi tardiva avevano una VL significativamente più alta (p =0,02) ed erano più propensi ad avere precedenti visite mediche per sintomi (p =0,004).

Fonte: HIV Med 2025

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/hiv.70164

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