Il fenomeno dei “preoccupati sani” tra le persone con AIDS e STI. I dati italiani

Sebbene la pandemia di COVID-19 possa aver contribuito a intensificare il fenomeno dei “preoccupati sani” (Warried Well – WW), le sue origini sono più profondamente radicate in fattori quali il disagio psicologico e la scarsa alfabetizzazione sanitaria. Lo mostra uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità coordinato da Matteo Schwarz. I risultati dell’indagine sono stati pubblicati sugli Annali dell’Istituto Superiore di Sanità.

Secondo i ricercatori italiani, la paura di aver contratto l’HIV o un’altra infezione sessualmente trasmissibile (STI), anche in assenza di fattori di rischio significativi, è un fenomeno osservato a livello globale in diversi contesti culturali, sociali e sanitari. I centralini di assistenza telefonica sono un prezioso osservatorio per questo fenomeno, spesso descritto come “preoccupato sano” (WW). Lo studio ha indagato il fenomeno con l’obiettivo di valutare se la pandemia di COVID-19 abbia contribuito a intensificarlo.

Per l’indagine, i ricercatori hanno estratto dati da un database strutturato basato sul centralino di assistenza per l’AIDS e le IST dell’Istituto Superiore di Sanità, analizzando, poi, i modelli relativi alle preoccupazioni degli utenti. Tra il 2018 e il 2023, sono state analizzate 4.703 chiamate. Dai risultati è emerso che il fenomeno del WW è stato segnalato dall’8,1% degli utenti e le domande poste a riguardo hanno rappresentato il 7,8% del numero totale di domande ricevute dalla linea di assistenza per l’AIDS e le STI.

Fonte: Ann Ist Super Sanità 2025

https://annali.iss.it/index.php/anna/article/view/1841

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