Meningite criptococcica associata ad HIV, identificati fattori indipendenti di mortalità

Disturbi della coscienza e pressione intracranica sono fattori predittivi indipendenti rispetto alla mortalità nella meningite criptococcica (CM) associata a HIV/AIDS, mentre cellule T CD8+ e piastrine sono fattori protettivi. Lo evidenzia una ricerca pubblicata sull’European Journal of Clinical Microbiology & Infectious Diseases da un team guidato da Yanlan Liang e Xiyang Dong, della Fujian Medical University, in Cina, secondo il quale, un intervento precoce mirato a questi fattori può migliorare gli outcome.

Obiettivo dello studio era analizzare le caratteristiche cliniche e identificare i fattori prognostici nei pazienti affetti da HIV/AIDS con meningite criptococcica (CM), nonché sviluppare un modello predittivo per la mortalità a breve termine. Il team ha condotto uno studio retrospettivo multicentrico su 197 pazienti affetti da HIV/AIDS con diagnosi di CM dal 2013 al 2023. L’età mediana era di 48 anni (IQR: 33-57,5) e il 75,6% era di sesso maschile.

I sintomi comuni includevano cefalea (68,5%), febbre (52,8%) e nausea/vomito (49,2%). Dall’analisi è emerso che i fattori di rischio indipendenti per la mortalità erano i disturbi della coscienza (OR = 7,785, p =0,013) e una pressione intracranica elevata (OR = 1,011, p =0,023), mentre i linfociti T CD8+ (OR = 0,997, p =0,022) e la conta piastrinica (OR = 0,990, p =0,014) sono emersi come fattori protettivi. Infine, il modello prognostico (AUC = 0,860, IC 95%: 0,776-0,943) ha dimostrato una sensibilità del 71,4% e una specificità dell’89,3%.

Fonte: Eur J Clin Microbiol Infect Dis 2025

https://link.springer.com/article/10.1007/s10096-025-05321-3

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