La chirurgia mostra maggiore efficacia a lungo termine rispetto alla radiofrequenza endoscopia nella MRGE

Nel trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), la scelta tra approccio chirurgico ed endoscopico resta oggetto di dibattito. Uno studio pubblicato su Annali Italiani di Chirurgia ha confrontato gli esiti a lungo termine della riparazione laparoscopica dell’ernia iatale con fundoplicatio secondo Dor (LHRF) rispetto alla radiofrequenza endoscopica a microcorrente (EMRF).

“Volevamo valutare l’efficacia a lungo termine di due approcci terapeutici per il reflusso gastroesofageo, confrontando risultati clinici, qualità di vita e necessità di terapia farmacologica” spiega Feng Wang, del PLA Rocket Force Characteristic Medical Center di Pechino, Cina, primo nome del lavoro.

Lo studio retrospettivo ha incluso 340 pazienti trattati tra il 2016 e il 2019, di cui 160 sottoposti a chirurgia laparoscopica e 180 a trattamento endoscopico. Entrambi i gruppi hanno mostrato un miglioramento significativo dei sintomi a sei mesi, con riduzione dei punteggi di qualità di vita correlati al reflusso. Tuttavia, nel follow-up a cinque anni, i risultati si sono differenziati; i pazienti sottoposti a chirurgia hanno mantenuto un miglior controllo dei sintomi, mentre nel gruppo trattato con radiofrequenza si è osservato un progressivo peggioramento a partire dal terzo anno. Anche la sospensione degli inibitori di pompa protonica è risultata più frequente nel gruppo chirurgico in tutte le fasi di follow-up. La soddisfazione dei pazienti è risultata significativamente più elevata dopo trattamento chirurgico. I tassi di complicanze e di reintervento non hanno mostrato differenze significative tra i due gruppi, con eventi generalmente lievi e transitori.

“La chirurgia laparoscopica con fundoplicatio secondo Dor offre benefici clinici più duraturi rispetto alla radiofrequenza endoscopica, rappresentando un’opzione preferibile nei pazienti selezionati per il trattamento a lungo termine della MRGE” concludono i ricercatori.

Fonte: Ann Ital Chir. 2026

https://www.annaliitalianidichirurgia.it/journal/AIC/97/3/10.62713/aic.4440

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